Superenduro PRO 05 di Punta Ala
17-18/09/2011
Competizione, grinta e agonismo hanno accompagnato
lo spirito dei bikers lo scorso weekend a Punta Ala. Sabato e Domenica
all’interno dell’ampio territorio del Bandite Bike Park è andata
in scena una Superenduro PRO, una gara di alto livello per la lunghezza
dei trasferimenti, la difficoltà delle speciali e soprattutto per
l’impegno richiesto ai partecipanti: 5 ore per 50km di percorso
in grado di mettere in difficoltà anche i più allenati. “Molto dura,
troppo dura” è stato il commento a caldo di un biker di esperienza
come Francesco ‘Cico’ Baroni e pensiero condiviso da molti concorrenti,
che hanno dovuto fare i conti con tempi di risalita tiratissimi.
Era fondamentale, dopo il grande impegno fisico
dei trasferimenti, riuscire a mantenere la lucidità sulle speciali,
molto polverose ed in alcuni tratti particolarmente tecnici, come
per esempio la porzione centrale della PS2, con traiettorie obbligate
e stretti passaggi scavati in una roccia scoscesa e insidiosa.
Una gara avvincente e molto combattuta fin
dai primi minuti, con 4 diverse vittorie sulle 4 prove cronometrate
della Domenica, in grado di entusiasmare il pubblico presente, se
le sono date di santa ragione i nostri Superenduristi per guadagnare
le prime posizioni sul podio e già dopo il Prologo del Sabato pomeriggio
sono emersi i protagonisti, i nostri grandi interpreti della disciplina.
In prima posizione troviamo ancora una volta
Andrea Bruno, team Ready 2 Ride, sempre più vicino alla vittoria
del circuito, che da vero professionista è riuscito ad amministrare
la gara e a guadagnare secondi preziosi, speciale dopo speciale,
fino a rendere il distacco incolmabile e a chiudere con quasi un
minuto di vantaggio.
Vivace la battaglia per la seconda posizione
tra Alex Stock (team Kona Nissan Bike O’Clock) e Vittorio Gambirasio
(team Surfing Shop), vincitori di una speciale ciascuno. Tempi vicinissimi
per tutta la durata della gara, ma a causa anche di una sfortunata
caduta dell’italiano sulla PS4, alla fine per meno di 3 secondi
di vantaggio, riesce ad avere la meglio l’inglese, che ad ogni tappa
si dimostra sempre più competitivo.
Il Team Ruotalibera presente all’appuntamento
con ZioSam Samuele Grossini, deciso a rifarsi da una stagione deludente
nel Downhill, si è preparato fisicamente e mentalmente, fiducioso
dei progressi fatti con la suo nuova bici Transition Covert. Samuele,
ha vissuto la gara di Punta Ala senza lasciare nulla al caso, provando
le speciali con un unico obiettivo, andare forte in gara, per l’occasione
in compagnia del vincitore Andrea Bruno. Purtroppo però l’atleta
del team ternano era alla sua prima apparizione stagionale nel circuito
più prestigioso d’Italia, e di conseguenza, non avendo punteggio
è stato costretto a partire nelle retrovie. In tutte le speciali
ha dovuto quindi fare i conti con i numerosi doppiati trovati lungo
il tracciato che lo hanno rallentato non poco, procurandogli anche
una rovinosa caduta nella PS3. Nonostante ciò è rimasto concentratissimo
centrando un prestigioso 15esimo posto nella classifica assoluta
e secondo classificato nella categoria SE 5 dietro proprio il fuoriclasse
Andrea Bruno.
Alla fine, tra ritiri e grandi soddisfazioni,
tra ricche mangiate di pesce e tuffi in mare, tra lo show del concerto
di Sabato sera e quello delle Demo di Dirt Jump con i bmxer capitanati
da Alex Barbero, la tappa maremmana ha ottenuto un consenso unanime.
Questo successo trova conferma anche nell’applauso alle parole Thomas
Daddy, presidente dell’A.S.D. Bandite Bike Park, che ha annunciato
ufficialmente che Punta Ala sarà presente nel calendario circuito
2012. Il clima di accoglienza del Punta Ala Camping Resort, unito
alla efficiente organizzazione dell’A.S.D. Bandite Bike Park è riuscito
nuovamente a conquistare il cuore del Superenduro, dei bikers e
del pubblico, che mai come in questa occasione, complici anche il
sole e le temperature gradevoli, ha potuto godere a pieno delle
potenzialità del territorio.
Prossimo appuntamento con il gran finale, la
PRO di Finale Ligure il prossimo 22-23 Ottobre per chiudere la stagione!
Il racconto di ZioSam…….
“Innanzi tutto devo dire che non ringrazierò
mai abbastanza Andrea Bruno per avermi fatto provare la Covert,
sarò sempre devoto a lui per questo, come lo sarete voi nei miei
confronti quando avrete tutti una Transition nel garage.
Per me la gara è iniziata il mercoledì,
giorno in cui sono andato da solo a provare la PS 4 ed il Prologo,
approfittando della relativa vicinanza a casa mia. Venerdì invece
ho iniziato a fare sul serio, ho organizzato una sessione di prove
da far invidia a Sam Hill, ero solo insieme ad Andrea con mio babbo
che ci traghettava sulle speciali, quì ho avuto una sorpresa, in
testa mia credevo che avremmo macinato discese su discese divertendoci
all'infinito, invece è stata una fatica incredibile, Andrea si fermava
a provare e riprovare ogni passaggio, ed io con lui, abbiamo quindi
spinto la bici su e giù per le speciali 1 e 2, con una fatica incredibile,
mi sembrava di stare a lavoro, in quel momento ho capito che non
stavo più giocando ma per la prima volta in vita mia stavo facendo
sul serio..... Il pomeriggio si è aggiunto a noi anche Marco Rodolico
con cui abbiamo provato la PS 3. Alle 6 del pomeriggio è terminata
la sessione di prove con un totale di sole 5 discese ed un’infinità
di passaggi da ricordare, sono tornato a casa stanchissimo e con
una voglia incredibile di girare in bici.
Il sabato sono Arrivato a Punta Ala in tarda
mattinata, intanto Andrea era andato a provare il prologo, la PS
4 e la 2, io mi sono riposato provando solamente il prologo che
era vicinissimo all'area espositiva, a pranzo importate invito presso
il camper di Andrea, finalmente ho cosciuto la moglie con i suoi
bellissimi gemellini Rebecca e Thomas, e poi dopo un breve riposino
pomeridiano via alla partenza della prima giornata di gara.
Andrea è partito per primo con la sua importante
maglia tricolore ed ha vinto il prologo, che era ambientato su di
un dislivello di 100 mt, ed era lungo circa 5.30 minuti, praticamente
una granfondo, durissimo. Io ho avuto la prima doccia fredda, dall'ordine
di partenza ho visto che partivo tra gli ultimi, e davanti a me
un rider ogni 20 secondi, in quel momento ho capito che tutti gli
sforzi fatti sarebbero serviti a ben poco, data la difficoltà a
sorpassare i concorrenti in PS strettissime. Ho comunque cercato
di rimanere concentrato ed al mio turno sono partito. Come da previsione
dopo poco ho raggiunto il primo doppiato, che si era piantato su
di una salita ripida e mi costringeva a fermarmi per poi ripartire,
finivo soffrendo il tratto con diversi strappi in salita e
trovo un altro concorrente che nonostante le mie grida mi tiene
dietro per circa 200 mt, quando mi lascia passare su di uno slargo,
inizio allora il tratto più tecnico a velocità sostenuto e raggiungo
immediatamente l'altro concorrente che faceva una polvere allucinate
e mi impediva anche di avvicinarlo, rimanevo quindi dietro fino
all'arrivo. Vado incazzatissimo all'area paddok faccio un resoconto
a Sal per poi vedere le classifiche............ cacchio...... nonostante
tutto ero 20esimo assoluto, con un distacco dai migliori decisamente
contenuto, anche Andrea mi fà i complimenti, ed io mi gaso e
dentro di me dichiaro guerra per il giorno dopo.
La sera metto in atto un vano tentativo
di corruzione nei confronti dell’organizzazione per avere una posizione
più favorevole nell’ordine partenza, ovviamente senza successo.
La mattina dopo un breve saluto al
mio esempio di vita Andrea, che partiva circa un’ora prima
me, vado a sistemare le ultime cose e poi via verso il palco per
la partenza nell’orario imposto. Inizio quindi il trasferimento
più lungo, circa 20 km da percorrere in 90 minuti, un massacro,
molto rider hanno preso penalità, io fortunatamente avevo con me
un ragazzo, Matteo, molto allenato, con lui abbiamo tirato alla
morte i primi km in pianura, e la parte più leggera della salita,
ci davamo il cambio a tirare come fossimo al Giro d’italia, quando
la salita è diventata più dura sono rimasto indietro, ma sono arrivato
al controllo orario con un sufficiente anticipo.
Alla partenza della prima speciale, mi accorgo
che i due concorrenti che partivano prima di me erano attardati
e quindi non avrebbero rallentato la mia prestazione, parto
gasatissimo, guido la bici alla grande, la Covert mi assecondava
in tutto, nonostante le grosse pietre riesco a volare alto senza
rischiare di pizzicare le gomme, ma dopo poco, mi trovo nuovamente
i doppiati a rallentarmi, cerco di rimanere concentrato, ma c’è
tanta polvere e poco spazio per passare, nei brevi tratti
che ho percorso da solo ho tirato alla morte, ed alla fine concludo
14esimo assoluto.
Dopo un altro trasferimento tiratissimo,
parto per la vera odissea della gara, la PS 2, su questa PS c’era
una lunga salita iniziale e poi un tratto veramente super tecnico,
dopo pochi secondi di gara inizio a raggiungere gli altri concorrenti,
ne ho passati veramente tanti, ho perso il conto credo 7 o
8, molti dei quali, nonostante le mie preghiere mi hanno tenuto
dietro per molto tempo, anche perché il tracciato era strettissimo,
concludo comunque la PS e mi viene comunicato da Sal che nonostante
tutto ero 12esimo.
Alla PS 3 la stanchezza iniziava a farsi
sentire, speravo di fare un bel risultato, infatti non vi erano
salite, ma solo un lungo tratto finale pianeggiante. Passo senza
problemi i primi concorrenti ma su di grosso canalone di roccia
un rider si ferma proprio sopra una grande pietra dove avevo intenzione
di passare io, sono costretto quindi ad entrare nella parta bassa
ad una velocità eccessiva con un inevitabile cappottone in
avanti. Riprendo la bici e concludo la PS, ho saputo poco dopo di
aver fatto 20esimo.
Alla PS 4 non ho avuto problemi con i doppiati,
tra ritardi e ritiri, sono riuscito a fare la PS praticamente solo,
ma qui c’era veramente tanta salita e non c’erano tratti particolarmente
tecnici dove recuperare, ho quindi fatto il peggior tempo
della giornata concludendo 24esimo.
All’arrivo vedo la classifica assoluta,
con un 15esimo posto assoluto che mi ripagava totalmente dei sacrifici
fatti, con distacchi dai primissimi molto contenuti, Ma la sorpresa
più grande è stata quando hanno appeso la classifica per categorie,
vedere il mio nome sotto quello di Andrea nella categoria SE5 è
stato veramente mitico.
Non commento la premiazione, non c’è bisognio….
Mi sono dilungato un po’, ma volevo rivivere tutte le emozioni di
quei giorni”
Samuele Grossini – Team Ruota Libera
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